IV rapporto della fondazione Gimbe, Giulia Grillo: “Il Ssn non si difende solo a parole”

 

Un nuovo allarme è stato il bilancio della IV rapporto della fondazione Gimbe, la quale ha sottolineato come dal 2009 ad oggi è cresciuto di circa 8,8 miliardi il fabbisogno. A questo però deve essere aggiunto il fatto che i governi hanno scelto In questo cammino un periodo di De finanziare a vantaggio di altre misure. Ecco cosa sta succedendo.

IV rapporto della fondazione Gimbe: è allarme

Secondo quanto reso noto anche delle ha ilfattoquotidiano.it, in questi giorni è stato lanciato un nuovo allarme che riguarda il IV rapporto della fondazione Gimbe. Qui è stato messo in evidenza come il fabbisogno sei cresciuto di 8,8 miliardi dal 2009 a oggi e, anche se i governi hanno scelto la definanziarizzazione a vantaggio di altre misure. dal quarto rapporto sono emersi anche 21,5 miliardi di frodi effettuate durante l’anno e sopra pezzi virgola anche se nel frattempo il privato si espande espande e spesso raddoppia da servizi già erogati. A questo va aggiunto che il Sistema Sanitario Nazionale da solo non ce la può più fare.

Nino Cartabellotta: “Non hanno il coraggio”

A esprimersi in merito è stato Nino Cartabellotta, presidente del Gimbe, che ha dichiarato: “È da dieci anni che i governi non hanno il coraggio di mettere la sanità pubblica al centro dell’agenda politica – dichiara lapidario il presidente Nino Cartabellotta – né i cittadini, azionisti di maggioranza del Servizio sanitario nazionale, sono mai scesi in piazza per rivendicare la tutela della sanità pubblica e costringere la politica a tirarla fuori dal dimenticatoio“.

Ministro Giulia Grillo: “Servono investimenti”

A intervenire è stato anche il Ministro della Salute Giulia Grillo che alla presentazione del senato ha affermato nuovamente di essere pronta a depositare le sue dimissioni qualora non verrà mantenuto il livello di finanziamento inserito nel Def: “Il Ssn non si difende solo a parole. Servono investimenti, anche sul personale. Oggi gli stipendi dei nostri medici sono poco attrattivi. Rivendico il fatto che l’intesa sul riparto del Fondo sanitario non ha visto sottrarre un euro dal finanziamento previsto dalla Legge di bilancio“. Il ministro conclude dicendo: “È un risultato non di gioia, ma segno di determinazione. Anche sul payback rivendico il risultato ottenuto dopo anni di balletti, abbiamo fatto arrivare alle casse delle regioni 2,4 miliardi di euro. Una parte di queste somme si sta discutendo di stanziarle su obiettivi di salute nazionale. Si deve garantire un finanziamento certo e mettere fine ai balletti di cifre annunciati prima nella legge di bilancio, poi nel Def, poi nel patto sulla salute con le regioni“.

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