Meghan Markle, la Duchessa sfida il palazzo anche nei momenti più lieti

Un nuovo corso è stato inaugurato dalla duchessa di Sussex. Nessun apparato di corte, nessuna nanny selezionata dalla corona varcherà le soglie di Frogmore Cottage, la residenza che il principe Harry e la consorte hanno scelto come nido di famiglia all’interno della tenuta di Windsor. Come tata, Meghan ha voluto accanto sua madre Doria. Non sarà l’unica a tranquillizzare i reali vagiti, ma certamente è sua la voce rassicurante che reciterà filastrocche e nenie nelle stanze più riservate della tenuta.

La signora Ragland, un passato da truccatrice di Hollywood, poi assistente di volo, infine insegnante di yoga e operatrice in un centro anziani in California, è certamente una delle poche sicurezze di Meghan, l’unica della sua famiglia d’origine che non ha sbagliato un passo dal giorno delle nozze tra Harry e sua figlia. Sempre defilata, ma consapevole che il suo compito sarebbe stato, un giorno, quello di riunirsi con la sua “bambina”, come quando insieme vivevano in un sobborgo di Los Angeles. Quel giorno è arrivato. Il sobborgo si è trasformato in una residenza della monarchia britannica dove, già nelle planimetrie della ristrutturazione, compariva un’ala riservata proprio a lei.

I bagagli arriveranno, ma Doria si è già trasferita per non perdere neanche un istante di questo ennesimo inedito capitolo della vita di sua figlia. Ancora un colpo di scena, dicevamo, a conclusione di una gravidanza che è stata una vera e propria sequenza di bombe a mano mediatiche, un’attesa di massa, non certo rilassata, spalmata sui cinque continenti. Obiettivo sensibile di questa ossessione collettiva è stata lei, l’ex miss Markle dei telefilm americani. Questo passato sotto i riflettori ha insegnato a Meghan certamente a gestire, alimentandolo, l’interesse per la vita portata in grembo.

Ha dimostrato di saper orchestrare l’opinione pubblica scandendo i tempi del silenzio e delle dichiarazioni. Ha atteso di trovarsi in Australia con suo marito per dare la notizia ufficiale della dolce attesa e avere la platea mediatica concentrata su di sé, confermando i rumors che aveva sapientemente manipolato nelle settimane precedenti, giocando con abiti che ne volumizzassero le forme. Parlando senza fiatare, ha coniato una semiotica dell’attesa, con quel gesto della mano sempre pronta a proteggere e cullare la pancia in crescita. Ha addirittura escogitato il comunicato social in cui rivendicava, dopo tanta ostentazione, la nascita come un fatto privato.

E subito dopo, ringraziando per le donazioni ricevute in onore di Baby Sussex, ha condannato gli osservatori al dubbio circa le tempistiche della nascita, seguendo l’esempio di tante star di Hollywood che hanno dato notizia del parto con settimane di ritardo, da Penelope Cruz e Javier Bardem a Irina Shayk e Bradley Cooper. Accanto a lei Harry, il principe che credevamo di conoscere per le sue intemperanze e che invece si è rivelato come lo sposo più sodale, protettivo e innamorato. Tanto che la stessa Meghan ha definito il consorte come l’unica presenza che ha percepito davvero vicina in questa tormentata attesa. Un uomo che è anche un fortino contro le maldicenze di cui la duchessa è stata bersaglio, rese ancora più odiose dall’essere state cogitate nel contesto familiare. Parliamo della macchina del fango manovrata dalla sorellastra Samantha e dal padre Thomas, che quando teneva stretta la piccola Meghan tra le braccia la chiamava «la mia principessa », salvo poi trent’anni dopo darla in pasto alle trasmissioni americane, mostrando lacrime di commiserazione in cambio di sostanziosi compensi.

Peggio ha fatto Samantha, portando le telecamere fuori dai cancelli di Buckhingham Palace e annunciando a più riprese la pubblicazione di un libro-verità in cui si racconta di supposti scandali non ancora emersi dal passato di Meghan. L’ultima versione dovrebbe intitolarsi In the Shadow of a Duchess, all’ombra di una duchessa, e uscire a breve. Queste massicce dosi di indecenza hanno certamente turbato Palazzo, che sembrava ormai immune alla dirompenza degli scandali, talmente tanti se ne sono succeduti nei decenni. Ma questa inedita virulenza ha certamente impensierito sua maestà, provocando un raggelamento del suo trasporto verso Meghan. Inizialmente Elisabetta ne era entusiasta, ravvisava in lei quel germe di modernità che avrebbe dotato la corona di uno scafo d’acciaio per affrontare le tempeste del nuovo millennio. In segno di approvazione, l’ha invitata al Natale di Sandringham prima dell’ingresso ufficiale in famiglia.

Coinvolgendola poi, loro due sole, in una visita ufficiale a bordo del treno reale a poche settimane dal “sì”, mentre a Kate lo stesso privilegio fu concesso dopo 11 mesi dalle nozze con William. Nel corso delle settimane che scandivano la gestazione, tuttavia, la regina è però rimasta interdetta da alcune alzate di testa della duchessa. Qualche esempio? L’atteggiamento dittatoriale nei confronti dello staff assegnatole, che ha provocato una raffica di dimmissioni. Le spese fuori controllo per il suo guardaroba (parliamo di oltre 700 mila euro di vestiti premaman). L’aver scavalcato la comunicazione di Palazzo: prima stimolando dichiarazioni dei suoi più cari amici, vedi George Clooney, per difenderla dagli attacchi. E poi per aver preteso un account Instagram per sé e per Harry, i cui post, ricchi di espressioni lessicali americane, pare sia lei stessa a scrivere.

Per questo la regina ha voluto lanciarle un monito dei suoi, impendendole di indossare per qualche tempo i gioielli di casa Windsor, regolarmente prestati invece alla mansueta Kate. E a proposito della duchessa di Cambridge: inizialmente sodale della cognata d’oltreoceano, alla quale ha dato anche lezioni di protocollo per i primi impegni ufficiali, se ne è progressivamente allontanata e proprio durante la gravidanza. I bene informati raccontano che Kate ne abbia scorto con anticipo la vera natura di fredda calcolatrice e arrivista, capace persino di allontanare due fratelli, Harry e William, che hanno sempre fatto squadra sin dalla morte della madre Diana. Valutazione di certo reciproca, visto che è stata Meghan a insistere per andarsene da Kensington Palace. Per crescere la prole nella tranquillità della campagna di Windsor, ma anche per non vivere dirimpetto alla cognata. Il nuovo corso è già arrivato. Dove porterà sarà la storia a raccontarlo.

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