Brizzi, un nuovo inizio «In “Modalità aereo” la vitaèun’altra cosa»

E adesso può riaccendere il telefonino. «Eppure in Modalità aereo succedono le cose più belle della vita», dice lui. Ed è vero. Come nell’omonima commedia disneyana del regista, in cui i cattivi alla fine vengono sconfitti. Ma nella rappresentazione metaforica dell’ultimo anno di vita, Fausto Brizzi e i suoi occhi scuri hanno rivisto la luce, in fondo al tunnel delle accuse di abusi sessuali archiviate a gennaio dalla Procura di Roma. E col divertente film in uscita nella sale il 21 febbraio, che autobiografico in qualche modo è, il regista romano lascia scorrere messaggi in ordine sparso come se dalle aule di giustizia in cui era finito fosse partita in realtà una vasta eco di rinascita: «Anche qui ho scelto di raccontare esperienze vissute come in Notte prima degli esami. È un film sulla fiducia e sull’amicizia, perché quando sei in difficoltà ti raccolgono gli amici e riesci a spazzare via le nuvole. Però non è una rivincita, è il mio lavoro: nel 2018 non ho mai smesso, ho scritto Amici come prima con Boldi e De Sica: ero solo in modalità aereo».

TELEFONO DIMENTICATO Spento, ma vivo. E già, la “resilienza”, come l’ha definita Paolo Ruffini, imprenditore ricco e famoso nel film. E per capire a fondo il vortice apparentemente senza ritorno del suo personaggio, Diego, bisogna sondare le ragioni ultime che abitano il cuore dell’uomo prima che dell’attore o del regista. Come un Tyson Fury messo al tappeto da Wilder che riesce alla fine a rialzarsi, come la Roma (di cui Brizzi è tifoso e di cui vedrà stasera la sfida col Porto) che rimonta il Barcellona negli ottavi di Champions 2018, l’ereditiero di una nota casa vinicola dimentica il telefonino — dentro cui c’è tutta la sua vita — nella toilette vicino al gate prima di imbarcarsi su un volo per Sydney: Ivano (l’attore comico Lillo), che pulisce i bagni dell’aeroporto di Fiumicino, lo trova, ma non lo restituisce e ha un giorno di tempo per cambiare in meglio la sua vita. Da quel momento le esistenze di entrambi non saranno più le stesse: Diego finirà in rovina salvo poi rinascere grazie alla sua banda di nuovi amici. «E capisce che la sua vita non è a posto e ha bisogno di fidarsi».

LA PREGHIERA L’altro concetto forte contenuto nel film è proprio la prigionia cui ti costringono l’iPhone e i social («E qui vale la preghiera pagana di spegnerli prima di sedersi a tavola », conclude Brizzi): tra un Ivano che realizza il sogno di grandezza di ballare Boys con Sabrina Salerno e la bella Violante Placido (Linda), «hostess che a un certo punto rompe il protocollo della diplomazia usando il taser per l’arrogante Diego», questo filmcartoon strizza l’occhio a Una poltrona per due di John Landis e, in punta d’umorismo, vuole dirci che la vita può avere anche un nuovo inizio. Dopo la discesa agli inferi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *