Napoli – Spal Streaming Gratis Diretta Live Tv Link NO Rojadirecta

La settimana di Natale, luci sull’albero e gente allo stadio. Poi, cibo e regali, tanti regali, sperando che la sorte non li consegni all’indirizzo sbagliato. Spal, Inter e Bologna, per chiudere il 2018 di un Napoli che lo avrebbe voluto e meritato diverso, con lo scudetto sul petto ed un post-Sarri da vivere ad alta emozione. Tre partite da vincere, per regalare ancora un senso alla serie A, nell’auspicio che la Juve almeno rallenti contro Roma, Atalanta e Sampdoria.

Se dovesse succedere, dovrà essere lesto e sveglio il Napoli, evitando di inciampare nel trittico di gare che comincia oggi e finisce il 29. Contro la Spal sarà una sfida da vincere, senza “se” e senza “ma” e non sono concessi cali di tensione. Il rischio c’è, vista la caratura dell’avversario e la sfida del Meazza alle porte. Poi, se si pensa che il coach estense Semplici potrebbe fare turnover in vista della prossimo match-salvezza con l’Udinese, allora è ancora più forte il rischio di un calo di tensione in casa azzurra. Ma il rimedio c’è e Ancelotti lo adotterà, senza fare calcoli in vista del boxing day con l’Inter. Koulibaly e Insigne diffidati: li teniamo in panchina? «Non ci penso proprio – ha esordito il tecnico in conferenza stampa – anche perché non far giocare un calciatore in diffida significa fargli saltare due partite.

Sono tre gare importanti e vogliamo ottenere il massimo, non faccio calcoli pensando alla sfida con l’Inter. Giocherà la formazione migliore». Anche un’altra volta Ancelotti evitò di tenere fuori un calciatore diffidato, quando schierò Mario Rui contro il Parma, nel match antecedente Juve-Napoli. Qualche dubbio lo avrà fino alla fine, precisamente tre: Insigne o Mertens con Milik in attacco, Zielinski o il recuperato Verdi sulla corsia sinistra del centrocampo composto da Callejon, Rog e Hamsik, Luperto o Ghoulam sulla parte bassa della fascia mancina. In porta torna Meret dopo l’esordio con il Frosinone. «Davanti c’è competizione – ha detto Ancelotti – avendo avuto il periodo buono di Insigne, di Mertens e di Milik. Questi ultimi due non hanno nessuna complicazione nel giocare insieme, finora ho preferito sfruttare al massimo il momento migliore dei singoli». Anche a centrocampo Ancelotti mischierà le carte, ma la certezza resta Callejon e, nonostante non trovi il gol da 13 presenze di serie A, resta imprescindibile nell’equilibrio della squadra.

Ecco una breve lista che potrebbe risultare utile ai fini delle ricerche:

  1. Portogallo con Rádio e Televisão de Portugal;
  2. Svizzera con Schweizer Radio und Fernsehen;
  3. Turchia con Turkish Radio and Television Corporation;
  4. Serbia con Radio-televizija Srbije;
  5. Paesi Bassi con Sanoma Media Netherlands;
  6. Paraguay con Sistema Nacional De Television;
  7. Slovacchia con Slovenská Televízia;
  8. Suriname con Surinaamse Televisie Stichting;
  9. Repubblica Ceca con Ceská Televize;
  10. Svezia con Modern Times Group.

DOVE VEDERE NAPOLI SPAL IN TV

Per vedere Napoli Spal in TV hai bisogno di un abbonamento Sky con il pacchetto Sky Calcio. Se soddisfi questo requisito, la gara sarà visibile con ampio pre partita e post partita su Sky Sport HD e Sky Sport Champions League Serie A, canale 202.

Nel caso in cui non fossi un abbonato Sky purtroppo non potrai vedere la partita in TV ma puoi sempre usufruire di alcuni servizi alternativi per vedere Napoli Spal in streaming. Altrimenti puoi approfittare dell’occasione per sottoscrivere un abbonamento Sky.

DOVE VEDERE NAPOLI SPAL IN STREAMING

Il match Napoli Spal sarà trasmesso anche in streaming su diverse piattaforme, tutte rigorosamente di Sky. Anche qui se avete un abbonamento Sky potete utilizzare l’applicazione SkyGo (gratuita) che permette la visione del match anche in streaming. SkyGo infatti permette di vedere su PC, Smartphone, Tablet e non solo tutti i programmi Sky sfruttando il proprio abbonamento di casa.

Prevista anche la presenza di Hamsik in un centrocampo “orfano” di Allan (è stato fermato dal colpo della strega) e con Rog in rampa di lancio per la sua sostituzione. Potrebbe essere una delle ultime apparizioni del croato con la maglia azzurra, essendo stato inserito nella lista dei partenti al mercato di gennaio, anche se Ancelotti esclude operazioni nella finestra invernale delle trattative. «A gennaio non arriverà nessuno – ha detto – perché questo organico mi soddisfa, è competitivo: un arrivo in più comporterebbe problemi per la gestione. E non partirà nessuno, a meno che qualcuno non s’incateni dinanzi al cancello del centro sportivo, perché vuole essere ceduto. Ma, al momento, vedo il gruppo compatto e felice». Ancelotti racconta il vero, anche se la squadra mercato coordinata dal ds Giuntoli si sta attivando per chiudere operazioni a gennaio per poi lasciare gli acquisti nelle squadre dove attualmente giocano. Sono tre i nomi caldi: Lazzari della Spal, Kouame del Genoa e Oliva del Nacional Montevideo. Quest’ultimo potrebbe approdare in azzurro se partisse un centrocampista entro il 31 gennaio.

Terminare il girone di andata a 20 punti è l’obiettivo del presidente Colombarini. Non quello di Leonardo Semplici: «Significherebbe fare quattro punti in tre giornate, noi ne vogliamo ottenere nove», ha dichiarato il tecnico toscano alla vigilia della gara di Napoli. L’idea del turnover convince l’allenatore toscano. La Spal punterà a fare bene al San Paolo, ma l’attenzione è rivolta principalmente allo scontro diretto per la salvezza contro l’Udinese, in programma a Santo Stefano: «C’è qualche situazione da valutare. Missiroli non è stato convocato perché è alle prese con un infortunio alla coscia e devo valutare se schierare i due diffidati (Kurtic e Petagna, ndr). Cercherò di mandare in campo una formazione adeguata in tutte e tre le partite che restano da giocare da qui alla fine dell’anno». Ci sarà Lazzari, colpito da una fastidiosa influenza a inizio settimana: «Sta bene, ma anche lui è da valutare. Ha giocato sempre finora. Al di là del singolo calciatore, ho notato che tutto il gruppo è in una fase di crescita. Darò spazio a chi lo merita». Uno di questi potrebbe essere Floccari, alla luce delle difficoltà realizzative di Antenucci e della squalifica che incombe sul diffidato Petagna.

Ditelo a parole sue: arricchendo il vuoto di sensazioni vaghe e restando quindi in quell’universo ch’è carico di dubbi, allestendo – ma con eleganza – un circolo vizioso dal quale non ne uscirete “vivi”, oppure sì, ma senza averci capito granché di questo pazzo, pazzo Napoli che resta avvolto in un sogno. «Ci aspettano tre partite in sette giorni e noi vogliamo prenderci il massimo: sono gare diverse, in cui la gestione atletica è meno problematica di quel che sembra e lo abbiamo dimostrato già nel recentissimo passato. Ci sarà turn-over, da subito, è ovvio, e comunque li ho quasi tutti qui con me e potrò scegliere. Unica certezza: raccogliere quanti più punti possibili». Undici uomini e una capanna: poi che sia un bianco Natale (mica un Natale in bianco), per restare aggrappati alla Vecchia Signora e per lanciarsi in questo boxing day che fa tanto Premier e che rispedisce Ancelotti in quel mondo ch’è suo. «Essere tornato mi ha emozionato: alleno una squadra che mi dà soddisfazioni, ricca di talenti e anche così difficile da rinforzare che al mercato, secondo me, a meno di scherzetti, non arriverà nessuno, perché un acquisto potrebbe alterare certi equilibri e una cessione rischierebbe di depotenziarci. Però è chiaro che se qualcuno dovesse incatenarsi a Castel Volturno e chiedere di andar via… Ma posso anche dire che ho trovato un calcio italiano migliore: il Var qualcosa ha dato, anzi tanto, anche se va migliorato; e anche l’ambiente è diverso e questo è un merito che va riconosciuto al presidente federale».

PERICOLO GIALLO. Il resto è aria salubre, verrebbe da dire, perché quando Napoli-Spal sarà finita e si sarà portata appresso la vigilia e pure l’ora e mezza di stress agonistico, sarà come cominciare a vivere un’altra vita, pur restando Carlo Ancelotti. «Non mi è mai successo di festeggiare un Natale con 20 gradi, di solito c’erano la nebbia o la neve e ora invece si può anche pranzare in terrazza». Perché il sole, si sa, bacia i belli: e bisognerà starsene sempre lì, a ridosso di Madame, con l’Inter a distanza di (apparente) sicurezza, proprio in prossimità dello scontro diretto: «Ma non chiedetemi di Koulibaly e Insigne diffidati… È un falso problema che non mi pongo: rinunciarci stavolta significherebbe sottrar loro due gare, quella con la Spal ed eventualmente quella in cui poi sarebbero squalificati. Deciderò serenamente e senza condizionamenti, evitando anche di pensare all’Inter, perché adesso dobbiamo prima vincere questa. Mancheranno Allan, vittima di un problema alla schiena, e Mario Rui, che è rientrato dopo una triste vicenda personale».

LAST MINUTE. La Spal, poi l’Inter e il Bologna: è un bel modo per lanciarsi in questo finale di girone, e di 2018, portandosi appresso l’allegria d’una squadra spensierata, che si inoltra nell’incognita del suo futuro credendo che ci sia sempre un domani, anche quando le partite – e pure le speranze – siano finite: «Se segniamo alla fine vuol dire che stiamo bene in salute, che la condizione ci consente di essere brillanti sino all’ultimo istante. Cogliamo i momenti ma anche un pizzico di fortuna che, va ricordato, in genere arriva se uno se la è meritata. Siamo consapevoli delle difficoltà di questa partita, la affronteremo con il piglio giusto e convinti che dovremmo superare difficoltà naturali, ovvie. Ma siamo pronti il giusto, abbiamo recuperato bene e sono convinto che lo faremo anche in questo tour de force che è una novità invitante per il nostro calcio. Io sono ottimista, mi piace questa squadra e so che darà soddisfazioni: il resto speriamo di regalarlo dopo, anche nel 2019, che lo vorremmo con i botti». Per poi sistemarsi a guardare l’orizzonte e a godersi quel panorama: c’è vista da Napoli…

Non lasciamoci ingannare, perché a volte succedono cose, anche sotto ai propri occhi, che sembrano impossibili: però accadono. E può essere un’idea, un sospiro o una vocina, la più “indecente” delle tentazioni, ma è lì, occultata nella penombra del mercato, che intanto si muove secondo il richiamo delle esigenze.

Non lasciamoci neanche incantare dalle interpretazioni più o meno libere e dai “segnali di fumo” di questo macro universo: mica va sempre come sospettiamo! E se per esempio, tanto per dirne una, al Psg avessero cominciato a pensare – e persino seriamente – ad Allan, non si può negare d’essere in prossimità d’un tormentone, che finirebbe per rendere rovente persino un gelido gennaio.
I fatti sono separati dalle opinioni ma qualcosa si sta muovendo, sotto traccia, attraverso contatti diretti: il club parigino è interessato ad Allan, perché in mezzo al campo manca qualcosa, soprattutto adesso che Adrien Rabiot deve vivere da separato in casa e le prime mosse inducono a sospettare che ci proietteremo in un mese infernale.
APPUNTAMENTO. Il manager di Allan, Juan Manuel Gemelli, è stato a Roma nei giorni scorsi, scortato da due amici, per parlare a nome e per conto del Psg con Cristiano Giuntoli ed eventualmente strappare la disponibilità a trattare per Allan: discorso fronteggiato immediatamente, con un «no» secco pur dinnanzi alla apertura a proposte indecenti. Il Napoli non si muove, non vacilla di fronte alla prospettiva che possano piovere dal cielo di Parigi una cinquantina di milioni di euro: resta serenamente aggrappato al proprio Progetto, però ha anche il dovere di guardarsi intorno.

BARELLA. Perché è chiaro che nessuno, nel calcio, è padrone del proprio destino, in alcune circostanze, né si può immaginare cosa possa scatenare ancora e ulteriormente il Psg: ecco perché Giuntoli ha già individuato l’omologo di Allan, e deve essere forte e possibilmente italiano e necessariamente giovane, per esempio Nicolò Barella (22 a febbraio) che domenica scorsa ha dato spettacolo con il Cagliari proprio contro il Napoli, e che nelle movenze, nel forcing, nel pressing, quasi nella postura ricorda proprio il mediano brasiliano. Si chiamano marcature preventive anche in sede di calcio mercato queste qua, e bisogna attuarle per non dover scoprire d’essere in un lago di rimpianti. La concorrenza è agguerrita: occhio all’Inter.

SVILUPPI. Bisognerà monitorare il mercato, sperando che i radar colgano sempre i momenti ma anche i luoghi giusti, come quello spicchio di Roma dove Gemelli, i suoi due partner e Giuntoli hanno avviato una amabile discussione intorno ad una ipotesi che per ora è stata rimbalzata via ma che chissà, in futuro, e poi neanche così lontano, possa tornare ad essere prepotentemente sostenuta da altro ancora. Altrimenti, si può sempre lanciare un’occhiata a Castel Volturno e vedere se qualcuno si è incatenato ai cancelli.

È vero che la Spal non vince da sette giornate, con tre pareggi consecutivi (prima anche tre sconfitte) con un successo nelle ultime dodici, ma presentandosi al San Paolo tutto questo non pesa. Tanto che nell’ambiente ferrarese parlano tutti di sfida da affrontare con leggerezza perché quelle da non sbagliare sono comunque altre, vedi la prossima al Mazza contro l’Udinese a Santo Stefano.

Non guarda oltre, però, Leonardo Semplici: «Vogliamo dare continuità agli ultimi risultati e prestazioni. Affronteremo la seconda forza del campionato, una squadra che ha davvero tutto, dalla qualità alla fisicità e l’esperienza con un allenatore bravissimo. Ne avevano uno altrettanto bravo e hanno mantenuto alto il livello. Ancelotti ha saputo proseguire il lavoro portando idee nuove nel Napoli. Hanno armi sia nel gioco che nelle individualità, a noi è richiesta una grossa prestazione per fare risultato. La condizione fisica è buona, quella mentale sta crescendo. Penso che i ragazzi siano pronti per fare bene, il gruppo sta salendo di livello ed è sempre più consapevole del cammino da qui al termine del girone d’andata».

TRITTICO CON VARIANTI. Semplici esclude un turnover massiccio ma vaglierà diversi aspetti con la prospettiva del trittico da affrontare da qui al 29. «Missiroli resta a casa per via dell’infortunio alla coscia – spiega – e abbiamo due diffidati, Kurtic e Petagna. Lazzari ha avuto l’influenza ma sta bene e ha sempre giocato, Coppa Italia a parte: va valutato pure lui. Cercheremo di verificare i particolari per essere sempre in formazione adeguata. Floccari titolare? Vedremo, anche Sergio va dosato non potendosi permettere tutti gli impegni ravvicinati. Non possiamo spendere troppo. Per cui qualche cambio ci sarà».

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