Plzen – Roma Streaming Gratis Live Tv No Rojadirecta

Di Francesco crede nel rilancio. Il pensiero dell’allenatore dopo aver incassato di nuovo la fiducia è positivo. Il suo futuro è legato a filo doppio a quello di Monchi, che ha garantito per lui nella lunga notte dopo l’incredibile pareggio di Cagliari. Il tecnico capisce che il momento è delicato. E’ un uomo di calcio e sa quali sono le regole di questo mondo. Quella notte, dopo l’assurdo pareggio giunto all’ultimo minuto, Pallotta furibondo aveva deciso di cambiare. E’ stato Monchi a salvare ancora l’allenatore, a garantire per lui. I due sono legati a filo doppio. Il tecnico ha accettato la campagna acquisti azzardata del direttore sportivo, che gli ha assicurato copertura in caso di una partenza lenta. Ma questa non è più una partenza lenta, siamo arrivati quasi a metà stagione e la Roma rischia di restare fuori dalla Champions. La “copertura” di Monchi ha un limite: arriva fino alla partita di domenica sera contro il Genoa. In caso di sconfitta, oppure di un pareggio con molte recriminazioni come a Cagliari, ci sarebbe poco da fare.

Anche se nessuno nel management è convinto di poter risolvere la situazione con un altro allenatore. Soprattutto perché gli eventuali successori non danno adeguate garanzie. I nomi sono sempre gli stessi, quelli che vi abbiamo fatto conoscere già a settembre: Paulo Sousa e Blanc. Con il portoghese in vantaggio e che è già stato contattato. Sono gli unici due allenatori liberi alla portata della Roma (non lo è Conte, parliamoci chiaro) e né loro né altri convincono in pieno la società. Anche se ci sono varie anime nel club e Pallotta ascolta sempre i consigli di Franco Baldini. Montella non rientra nei piani di questa dirigenza e comunque sarebbe in grave imbarazzo a prendere il posto di Eusebio, con il quale è amico dai tempi dell’adolescenza a Empoli, dove hanno anche un’attività commerciale in società. Montella e lo stesso Paulo Sousa arrivano da stagioni poco positive. Anche il francese non entusiasma i tifosi e l’ambiente è sempre più deluso e rassegnato.

La Roma giocherà domani a Plzen contro il Viktoria una partita inutile, ma che vale 2,7 milioni di premio per la società. Gli ultimi novanta minuti del girone eliminatorio di Champions League non incideranno sulla valutazione che sarà fatta in questi giorni e che porterà a una decisione dopo la partita contro il Genoa. La speranza di tutti è quella di andare avanti con Di Francesco, anche perché sei giorni dopo la gara contro la squadra di Prandelli la Roma andrà a Torino contro la Juve: sarebbe un grave azzardo affidare la squadra al nuovo allenatore nella settimana che porta alla partita più difficile. Un rovescio che conseguenze avrebbe? Ma è chiaro che la fiducia è a termine e questo Di Francesco lo sa. Anche se l’allenatore non si spaventa a navigare nel mare in tempesta. Eusebio è sempre più carico, in questi momenti difficili gli piace battagliare. Lo farà fino alla fine, fino all’ultimo giorno in cui sarà sulla panchina giallorossa. In questi giorni di confronti a Trigoria, a fare da scudo a Di Francesco ci sono stati anche Totti e De Rossi, non solo Monchi. Francesco si è esposto da tempo e prova in tutti i modi a sostenere l’allenatore. De Rossi aveva avuto un ruolo determinante nel rilancio della squadra a settembre, poi si è infortunato ed è fuori da due mesi. Ma da capitano non giocatore ha avuto un ruolo importante anche in queste settimane, parlando molto con i compagni per trovare una via d’uscita da questo periodo difficile. Alla Roma non sono affatto convinti di cambiare anche per un altro motivo. Sarebbe il settimo cambio di allenatore della gestione americana, il terzo esonero. Troppo per una società che voleva tagliare i ponti con il passato. In questo momento sarebbe importante la presenza di Pallotta a Roma, ma non è previsto un suo arrivo imminente.

Di Francesco è sempre più convinto che ci sia una Roma con Dzeko e una Roma senza. Lo sapeva dallo scorso anno, quando non era d’accordo con la sua cessione al Chelsea e lo è ancora di più in queste settimane, nelle quali ha dovuto fare a meno del centravanti. Ieri Edin ha ripreso a lavorare sul campo. E per domenica si tenta il miracolo di rimetterlo in campo.

Ecco una breve lista che potrebbe risultare utile ai fini delle ricerche:

  1. Portogallo con Rádio e Televisão de Portugal;
  2. Svizzera con Schweizer Radio und Fernsehen;
  3. Turchia con Turkish Radio and Television Corporation;
  4. Serbia con Radio-televizija Srbije;
  5. Paesi Bassi con Sanoma Media Netherlands;
  6. Paraguay con Sistema Nacional De Television;
  7. Slovacchia con Slovenská Televízia;
  8. Suriname con Surinaamse Televisie Stichting;
  9. Repubblica Ceca con Ceská Televize;
  10. Svezia con Modern Times Group.

DOVE VEDERE PLZEN – ROMA IN TV

Per vedere Plzen Roma in TV hai bisogno di un abbonamento Sky con il pacchetto Sky Calcio. Se soddisfi questo requisito, la gara sarà visibile con ampio pre partita e post partita su Sky Sport HD e Sky Sport Champions League, canale 202.

Nel caso in cui non fossi un abbonato Sky purtroppo non potrai vedere la partita in TV ma puoi sempre usufruire di alcuni servizi alternativi per vedere Plzen Roma in streaming. Altrimenti puoi approfittare dell’occasione per sottoscrivere un abbonamento Sky.

DOVE VEDERE PLZEN ROMA IN STREAMING

Il match Plzen Roma sarà trasmesso anche in streaming su diverse piattaforme, tutte rigorosamente di Sky. Anche qui se avete un abbonamento Sky potete utilizzare l’applicazione SkyGo (gratuita) che permette la visione del match anche in streaming. SkyGo infatti permette di vedere su PC, Smartphone, Tablet e non solo tutti i programmi Sky sfruttando il proprio abbonamento di casa.

ROMA – Viaggio nel ritiro della Roma. Non accadeva da anni che si andasse due volte in ritiro nella stessa stagione, non è mai accaduto durante la gestione americana, che ha voluto dare sin dall’inizio un forte segnale di discontinuità con il passato. I giocatori non sono contenti ma si adeguano. La squadra partirà oggi dopo l’allenamento a Trigoria per la Repubblica Ceca e secondo il programma settimanale (che viene diffuso in una chat tra tutti i giocatori della prima squadra) al rientro della squadra da Plzen, nella notte tra domani e giovedì, la squadra resterà ancora a Trigoria. Ma il programma potrà subire variazioni, anche in base al risultato dell’ultima partita del girone di Champions. L’idea iniziale è di restare in ritiro tutta la settimana. Le ore trascorrono lente. Riunioni quotidiane, confronti anche individuali. I giocatori non sono contenti di stare lontani dalle famiglie, che possono ricevere a Trigoria nelle ore libere dagli impegni di allenamento. Accolgono i familiari sul piazzale dove si parcheggia, poi vanno al bar o restano intorno alla piscina se c’è ancora il sole. A volte i bambini piccoli piangono quando devono separarsi dal papà. Il provvedimento del ritiro è stato condiviso da dirigenti e allenatore. E il messaggio che vuole far passare la società è questo: confrontarsi, stare insieme, per capire i motivi di certi cali di tensione. Non c’è un preciso capo di imputazione per l’allenatore. Anzi, le responsabilità vengono individuate soprattutto nella squadra.

I giocatori nelle ore libere si ritrovano in sala biliardo, oppure sono protagonisti di interminabili sfide a biliardino. Anche la play station va molto. Anche il ping pong, dove Florenzi è il più bravo. Sono gli svaghi negli spazi comuni. A biliardo va di moda giocare a boccette. El Shaarawy è appassionato e vince spesso. Poi qualche partita di calcio da vedere insieme davanti alla tv, massaggi e molte ore trascorse nelle camere, tutte dotate di wifi. Sono tutti in ritiro, anche i giocatori infortunati che non saranno convocati per Plzen. E non si può uscire dal football ranch di Trigoria.

Di Francesco vuole che la squadra ritrovi lo spirito della scorsa stagione, quando tutti i giocatori erano molto uniti. C’è un episodio che deve far riflettere. A Cagliari nei concitati minuti finali Olsen ha preso un calcio sul volto. Mentre c’era il Far West, con due giocatori del Cagliari espulsi e lo svedese ancora a terra, non c’è stato un compagno che è andato a dare assistenza al numero uno, o a litigare con il giocatore del Cagliari che gli aveva dato un calcio. Il ritiro serve per allontanare questo senso di distacco psicologico, quasi di rassegnazione. La società vuole sensibilizzare i giocatori stando insieme. L’idea iniziale è di restare in ritiro per tutta la settimana. Poi si vedrà. In fondo anche la Lazio lo ha fatto. Se si vuole dare un segnale forte, non avrebbe senso tornare a casa dopo la partita di Plzen. Il ritiro serve per tenere lontane le polemiche e per preparare la partita contro il Genoa. Per far capire ai giocatori che il momento è molto delicato. Se non si riparte questa volta, non ci saranno più chance.

ROMA – Il mercato sì, ma con parsimonia. Monchi è al lavoro per portare un paio di rinforzi per gennaio, ma i soldi da spendere non sono tanti. La società ha approvato un business plan a settembre e non può sforarlo. Weigl e Zappacosta sono stati offerti in prestito e possono arrivare tenendo presenti le esigenze di bilancio. L’esterno destro del Chelsea è in lista di partenza, non trova spazio e Sarri al suo posto vorrebbe Hysaj dal Napoli. Sull’ex del Torino ci sarebbe anche la Lazio. In quel ruolo la Roma ha Karsdorp, che a gennaio potrebbe partire per avere la possibilità di giocare di più. Nella Roma dopo due interventi al ginocchio e altri infortuni fatica a trovare spazio.

La priorità resta il centrocampo. La pista che porta a Julian Weigl sembra la più praticabile. La cessione del tedesco del Borussia Dortmund è sempre più concreta: contro lo Schalke 04, il centrocampista è stato mandato in tribuna da Favre. L’ennesima conferma che il calciatore non rientra nei piani dell’allenatore: solo tre le presenze in Bundesliga di cui due da titolare e una entrando dalla panchina. Negli ultimi due mesi Weigl è sceso in campo soltanto in un’occasione in campionato: 45 minuti contro il Bayern Monaco, prima di essere sostituito nell’intervallo con il Borussia sotto di un gol. Per gennaio prende quota l’ipotesi cessione e le società interessate non mancano: la Roma da tempo segue il centrocampista di 23 anni di Bad Aibling, che Monchi punta a prendere in prestito fino a giugno 2020. Anche il Milan segue Weigl, che in passato è stato trattato pure dalla Juventus. Un altro centrocampista che piace moltissimo a Monchi è Thomas Teye Partey, mediano ghanese dell’Atletico Madrid. Ha venticinque anni e quest’anno ha collezionato dodici presenze in campionato con due gol e altrettanti assist all’attivo, oltre ad altre sei presenze tra Champions, Supercoppa e Coppa del Re. La sua valutazione si aggira intorno ai trentacinque milioni e l’operazione è ritenuta difficilissima, ma è uno dei profili che piace di più. L’Atletico Madrid tra l’altro non ha intenzione di cederlo.

Monchi dovrà correre ai ripari e uno dei reparti dove dovrà intervenire è anche la difesa. Marcano non ha convinto e potrebbe partire. Ha un paio di offerte in Spagna. Fazio in questa stagione ha avuto un calo di rendimento preoccupante. E’ tornato di moda il brasiliano Rodrigo Caio, già accostato alla Roma la scorsa estate. Il centrale ha venticinque anni, un passaporto italiano e potrebbe lasciare il San Paolo anche in prestito con diritto di riscatto. Piace sempre Nastasic dello Schalke 04, ma è più difficile convincere il club tedesco a lasciarlo partire. Monchi ha avuto un incontro con il procuratore di Rugani, per porre le basi per arrivare allo juventino a giugno.

Per il futuro l’obiettivo principale per il dopo De Rossi resta Sandro Tonali, il giovanissimo talento del Brescia che Monchi cercò di prendere già la scorsa estate. Tutti i principali club italiani lo vogliono. Ieri allo stadio Arechi c’era un osservatore della Roma per vedere all’opera il centrocampista in Salernitana-Brescia.

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