Pico della Mirandola, morì di sifilide scoperta del Ris di Parma

Un mistero che durava da secoli è stato risolto grazie al contributo del Ris di Parma, che ha collaborato con un team di ricercatori delle Università più prestigiose del mondo. Oggetto della questione era scoprire quale fosse stata la causa della morte di Pico della Mirandola, umanista e filosofo italiano. La sua morte, avvenuta in circostanze misteriose all’età di 32 anni, era ancora oggetto di grande mistero. La causa della morte prematura è stata avvelenamento da arsenico.

Gli studi effettuati dal Ris di Parma

Un team di ricercatori delle Università di Pisa, Bologna, Salento, Valencia, York e del Max Planck Institute – collaborando con il Ris di Parma – è riuscito in un’importantissima scoperta. La morte di Pico della Mirandola, filosofo e umanista italiano scomparso prematuramente all’età di 32 anni, è avvenuta per avvelenamento da arsenico.

Gli studi sono stati effettuati su diversi campioni di ossa, unghie, vestiti, tessuti molli mummificati e legno della cassa di sepoltura. Insieme a datazioni al radiocarbonio, analisi del Dna antico e altre tecniche di macroscopia ottica ed elettronica, si è giunti ad importanti risultati.

I risultati della ricerca sulla morte di Pico della Mirandola

I risultati degli studi su Pico della Mirandola sono stati pubblicati sul Journal of Forensic and Legal MedicineFulvio Bartoli, del dipartimento di Biologia dell’ateneo pisano, ha spiegato com’è avvenuta la morte la filosofo.

I resti hanno evidenziato tracce rincondubili a intossicazione di arsenico: i livelli di veleno all’interno dell’organismo dell’umanista erano letali, tali da portare a una morte per avvelenamento acuto. Non si può dire con certezza se l’avvelenamento sia stato intenzionale, nonostante la teoria è sostenuta da diverse fonti storiche.

Studi compiuti anche su Angelo Poliziano

Lo stesso Fulvio Bartoli ha chiarito che gli stessi studi sono stati effettuati anche sui resti di Angelo Poliziano, altro grande rappresentante dell’umanista italiano, inumato in una tomba vicina a quella di Pico.

Per Poliziano, però, non è stato trovato nulla che possa confermare la tesi di avvelenamento: i livelli di arsenico presenti all’interno delle spoglie sono da esposizione cronica al veleno(probabilmente per trattamenti medici) ma non avrebbero portato all’avvelenamento.

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