Chiara Ferragni e l’acqua Evian venduta a 8 euro a bottiglia: scoppia il caos

Chiara Ferragni e ancora una volta sull’occhio del ciclone, si sono scatenate moltissime polemiche sui social per via della diffusione di una notizia divulgata ieri. Un’acqua prodotta da una famosissima azienda venduta in confezione con l’autografo della Ferragni a un modesto prezzo di otto euro a bottiglia, una cifra esorbitante che ha scatenato malcontento i grandi dibattiti sui social, dove molti gridano allo scandalo.

Addirittura il Codacons ha divulgato un comunicato in cui si scaglia contro la commercializzazione di bottiglie d’acqua.

Codacons contro le bottiglie d’acqua di Chiara Ferragni

Dell’associazione Codacons, Carlo Rienzi, ha divulgato un post esprimendo il suo disprezzo sulla vendita delle bottiglie d’acqua al costo di otto euro: “è un fatto immorale e anche legittimo”. Ovviamente, Fedez ha preso immediatamente le difese di sua moglie rispondendo per le rime e replicando alla Codacons così: “ma la Codacons vigila sulla società guardando le tendenze di Twitter? Ci sono moltissime altre acque che hanno un costo molto superiore agli otto euro, sicuro di voler fare la caccia alle streghe?”.

A tutto questo si aggiunge poi il fatto che il far “vestire” le bottiglie da grandi stilisti è una delle pratiche marketing più utilizzate dall’industria del beverage. Vi ricordate quelle disegnate da Donatella Versace o Roberto Cavalli per l’amaro Disaronno? Per non parlare di marchi come Absolut, Belvedere, Dom Pérignon (vi ricordate le etichette fluo?) e Moet (e la bottiglia tempestata di Swarovski?) che ne inventano di ogni per impreziosire e rendere accattivanti le proprie bottiglie, acquistate a caro prezzo anche dai giovanissimi nelle discoteche. Ma anche un brand più “pop” come Coca-Cola aveva lanciato per il Natale del 2009 una limited edition della Coca Light firmata da Moschino, Cavalli, Trussardi, Ferré e altri ancora. Inutile dire che molte di queste bottiglie “griffate” sono diventate con il passare degli anni l’oggetto del desiderio dei collezionisti, disposti a pagarle a caro prezzo nei mercatini o in Rete.

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